UNA FIGURA CHE CERISOLA NON DIMENTICA : DON ENRICO NASI

A 15 anni dalla sua scomparsa e dopo oltre 50 anni dalla sua partenza dalla Parrocchia di Cerisola per assumere altri incarichi presso la Diocesi di Mondovì, il ricordo di don Nasi è¨ sempre vivo e tutte le sue opere raccontano alle nuove generazioni quanto sia stato importante che i nostri padri e nonni lo seguissero nella continua ricerca di "miglioramenti"" del proprio stato di vita.

Da due articoli apparsi sui giornali, uno su "Il popolo nuovo" del novembre 1954 e l' altro su "unione monregalese" del gennaio 1964, testimoniano il stretto legame tra Don Nasi e Cerisola:

UNIONE MONREGALESE del 23 Gennaio 1965

IL POPOLO NUOVO del 18 Novembre 1954

Ma don Nasi non ebbe a cuore solo Cerisola; il suo nome sarà legato anche alla Basilica Mariana di Vicoforte dove profuse tutte le sue energie dal 1965 fino a quando le cattive condizioni di salute lo costrinsero all' inattività . Il can. Enrico Nasi si è¨ spento, 80enne, l' 8 gennaio 2001.

La notizia della sua scomparsa è apparsa su "unione monregalese"" del 11 gennaio 2001 , ed era accompagnata da una breve descrizione della sua vita e dal riconoscimento del suo impegno al Santuario. Ne diamo lettura di alcuni passi.

Nativo di Serra Pamparato fu ordinato prete nel 1946 ed inviato come vice-curato a Roccavignale.

Nel dicembre 1948 viene nominato Parroco di Cerisola e lì si stabilì fino al 1963.

Viene chiamato in Diocesi quale Segretario dell'allora Vescovo Mons. Maccari ; ma fu una breve parentesi perchè nel 1965 era addetto al Santuario di Vicoforte. Ne fu vice-rettore fino all'90.

""La sua figura, per oltre trentenni, è legata alla Basilica in modo indelebile.

Ha legato indissolubilmente il suo ministero sacerdotale al "mondo2"" della Basilica.

Ha lavorato sodo in tutti i sensi ed in tutti i campi.

Si è speso nelle ore in confessionale; si è dedicato alla liturgia attorno al Pilone, si è reso disponibile per spiegare ai pellegrini tutti i segreti del tempio mariano.

Poi ha seguito, con il compianto mons. Riccardo Gardinali, i grandi interventi strutturali degli anni '70-'80 preoccupandosi di illustrare le urgenze ed i passi avanti. Sua creatura intelligente e coraggiosa fu il Museo Storico del Santuario stesso.

Era un amico cordiale e fedele anche del "L'Unione Monregalese"; sulle colonne del settimanale diocesano ha profuso con sapienza tutte le doti di comunicatore "conquistato dalla ...Madonna"

Ci ha regalato pagine e pagine di commenti alla storia ed all'attualità del Santuario. Sempre cordiale, sempre sorridente, sempre arguto ..si faceva apprezzare per la sua autentica "passione" mariana. Credeva nel .Santuario come centro di fede e di spiritualità per tutti, ma anche come memoria di una religiosità e di una storia che aveva espresso arte pregevole da conservare e da far conoscere".